domenica 8 luglio 2007

Diario di Viaggio III

Prima Settimana di Viaggio del Gruppo Ygramul LeMilleMolte in Bali.

Il nostro e' un Teatro che Viaggia, come un insetto pieno di energie e di mute, attende due anni nel suo carapace in costruzione... li' soffre e figlia, crea e distrugge, si ferisce e risana, ma dopo un lungo letargo operoso salta in volo!

in Brasile abbiamo intuito la nostra poverta' di spirito e l'importanza della lotta;

in Amazzonia si e' persa la strada e si e' cercata la nostra nuova via;

in Africa lo sciame ha caricato su di se' il dovere della scelta e della coscienza;

Ora che abbiamo una casa ove dar sfogo ai nostri sfarfallii...

qui raggiungiamo la meraviglia e la Fede giocosa nel Teatro!

Siamo nel Paradiso dei Teatranti, ove Artaud avrebbe assaporato la profonda concretezza del Teatro della Crudelta', percorrendo con il suo bastone di San Patrizio e un indice ben puntato sulle vertebre, questa terra degli Dei in Maschera.

In poche righe abbozzate cerco di sistemare il vortice di stimoli e di dis-avventure magnifiche che sconvolgono lo sciame Ygramul giornalmente, in una prima settimana di profonda vita! Bali e' la Mecca del Teatro, la radice profonda del Gesto Musicale e Teatrale! Qui TUTTO e' Rito e Scena, ogni evento e' scandito da una profonda essenza spettacolare che collega il quotidiano al divino, il piccolo all'immenso, i fiori al cielo, il contadino al vulcano, persino il turista a Dio.

L'arte e' ovunque, tutti/e la possiedono e a tutti/e e' accessibile, eppure il rigore e la precisione, l'aliena ricchezza del linguaggio sono quasi irraggiungibili (serve uno studio ed una sacralita' del gesto che noi, semplici attori/ci italiani, raramente abbiamo assaporato ed osservato).

Per spiegarlo narro un piccolo fatto... sintetico... semplice e lucente:

Ogni giorno il popolo di Bali prega 3 volte gli Dei, di mattina, al pomeriggio e alla sera; in ogni casa, negozio, villaggio, albergo, tempio, strada... per donare attenzione al Dio si pone a terra ad ogni preghiera un cestino (il Ciana') con dentro dell'incenso (Dupa'), dell'erba di foresta (Samsa'), dei fiori appena colti (Bunga), dell'acqua (Tirtha') e, a scelta, cibo, monete o altro. La preghiera (semplice, intima e solare) viene compiuta ovunque e da tutti (visto che in un'isoletta, piccola come la Sicilia, ci sono oltre 20.000 templi e almeno 1 milione di altari votivi)... nonostante la quotidianita' del gesto e la frequenza, tutto e' fatto con grande serieta', cura e attenzione ed i 3 cestini votivi giornalieri (che vengono distrutti in giornata, calpestati, gettati, ecc.) sono intrecciati a mano con vimini e bambu'.

I cani randagi e rognosi (Anjing) sono i padroni dell'isola, abbandonati nella spazzatura e nella foresta, sono liberi di fare cio' che vogliono e di entrare ed andare ovunque; sono personificazioni di spiriti maligni e non possono essere cacciati od uccisi... ma sono dappertutto!

Le scimmie sono regine (Bojok), sono le signore delle foreste, dispettosissime e sagge, proteggono i morti, e governano alcuni templi, con i loro dei Hanoma e Garuda.

Schizzo un itinerario del viaggio e alcuni momenti trascorsi, in modo che tutti i nostri insetti-amici possano godere con noi dell'enormita' di questo luogo che, seppur turistico e urbanizzato, e' puro oltre ogni misura di una sacralita' unica.

Dom 1 Luglio: partiamo da Roma all'ora di pranzo e comincia la lunga traversata, accompagnata da eleganti hostess, commediole americane e musica malesiana, cibo da Barbie (ma buono!) e tanto, tanto tempo in aria....

Dopo 11 ore si arriva in Malesia, a Kuala Lumpur. Visitiamo la citta', con abiti magnifici, cibo incredibilmente nuovo, zaffate di odori ingestibili ed indigeribili ed una bevanda gassata alla naftalina. Metropoli densa e caotica ove il riso saltato dai cinesi nelle pentole tonde si confonde con lo smog dei motorini e le onde delle fogne a cielo aperto.

Lun 2: Si riparte e si atterra in sera a Bali, Denpasar.

Andiamo a Kuta, villaggio turistico ove troneggia il turismo sessuale. Tutti gentilissimi, ma ogni 2 domande una richiesta di Masssaggio. L'albergo stesso stordisce, con la casetta dei lettini e 3 ragazze dentro, la piscina, il parchetto...

Mar 3: scappiamo, con le nostre 2 Jeep in miniatura, alla volta di Uluwatu.

Magnifica casa, nel mezzo della natura, con in pancia un Nasi Goreng (il cibo e' buonissimo, saporitissimo e sconosciuto per noi, in gusti piccanti ed odori acri!), le prime parole balinesi in mente ed un padrone di Casa (Budjano) con i piedi prensili e la risata da clown.

Merc 4: Uluwatu, scogliera e mare dei surfisti, da loro stessi nominata DreamLand... onde da 4-5 metri, mare di cristallo e infinito... noi tentiamo l'entrata in acqua, ma le onde ci sbattono sugli scogli e non riusciamo ad andare oltre i 10 metri... mentre surfisti/e intorno a noi fanno stretching e si lanciano sulle tavole, vittoriosi! In cambio le mucche balinesi osservano le nostre prove pasoliniane e la sera scopriamo i primi Dei: nel tempio popolato dalle scimmie, 40 coreuti danno il via al KeCak, il Canto delle Scimmie, e prendono vita gli attori, le maschere, i demoni! Ci sono turisti, telecamere, registratori accesi, scimmie, eppure il rito resta conservato... la ritmica e' sconvolgente, gli attori dei Maestri! Meganada (uno dei Demoni) ci sfotte e io sparisco, nel vuoto della mia inesperienza che in Italia appare saggia e qui vale come un viatico d'inizio.

Giov 5: Viaggio verso Ubud, attraversando le magnifiche terre di Jimbaran, Sanur, Sukawati, Gianyar. Dopo l'acqua che bolle nel motore, la polizia che cerca denaro, il pollo in casseruola su strada, un traffico assassino tra le mangrovie, i cani e le motorette... Stiamo nella citta' degli artisti. Templi magnifici, artigiani di tutto e dovunque, un turismo colto e raffinato, ma soprattutto Teatro/Danze (ogni sera!).

Mentre al centro della citta' si gioca a pallone e ci inneggiano Cannavaro, troviamo una casa da sogno (il Bungalow Warsi) di fronte ad una risaia... vasche con carpe, mille rane notturne, palme e silenzio naturale.

Mentre al tempio delle scimmie abbiamo assistito al Rama Sita Kijang (Danza Ramayana), al Tempio della Danza incontriamo il Maestro Roja e vediamo una magnifica Danza Legong (e' incredibile! una tecnica irraggiungibile e di vero potere.... Artaud e Barba hanno preso Tutto da qui!). La sera il cuore si emoziona, mentre collettivamente ridiamo e ci stupiamo all'apertura dei moltissimi doni che i Laboratori mi/ci hanno donato per il viaggio (GRAZIE!!!).

Ven 6 : Nella Foresta delle Scimmie, districandosi tra i cervi tristi, le scimmie aggressive e le statue di creature mostruose, attendiamo il Rito di inumazione di una signora (morta 2 anni fa). Le gambe coperte dalla stoffa Saren, vediamo arrivare i musicisti, le 2 Torri funerarie (un Trono e un Toro), i doni, i sacerdoti, i bambini.... e' un'orgia di colori, suoni, odori, emozioni violentissime. Guardo i gesti magici (hasta mudra) del monaco che indica al cadavere la giusta via da percorrere, mentre i due monumenti di legno, foglie, bambu', colori e regali, vengono preparati alla pira. Stordito e troppo pieno, quasi infastidito della mia stessa presenza li', vado via per bermi un succo di Mango e mangiare una torta al limone con Paolo. I ritmi della musica Gamelang mi sconvolgono il cuore.

Non capisco abbastanza di Teatro per abbracciare tutto questo, giunge qui a Bali per me, la coscienza del Sapere di Non Sapere... ottimo per insegnare ancor meglio in futuro! La sera arriva presto (alle 18.00) e nel Tempio dell'Acqua (mio dio che spettacolo!) siamo ospiti invitati dal Grande Maestro della Scuola (il Prin) a vedere una sorta di Festival di musica Gamelan (sfide tra studenti). Ritmo in 7/8 e cambi ingestibili, incalcolabili... suonano in una sorta di trance, o di attenzione corporea, come dei giocolieri del ritmo.

Sab 7: Una grande giornata di Prove e di incontri. La Maestra di Danze Rama Sita comincera' con noi il lavoro Lunedi', il Maestro di Danza con Maschera Jauk fara' Martedi', Venerdi' e Sabato e domani ci lanciamo alla volta della Scuola Krisma, nel villaggio di TampakSiring, per parlare con un Maestro di Danza Kebyar. In questa notte di pensieri, mentre sento le rane tuffarsi nelle pozze davanti alla stanza, temo che i nostri corpi non siano all'altezza della fatica, che gli occhi non possano piu' raggiungere la velocita' richiesta da questa tecnica millenaria. In bocca sento il sapore del Tempura e attendo fremente che la stanchezza inviti il sonno... ed esso ospiti il sogno. Gli altri riposano gioiosi, Antonio e Daniele nel bungalow 7, di ritorno da una discoteca ove raccoglievano informazioni sulle offerte sessuali ai turisti; Paolo nella porta 8, con le nuove infradito di cocco, la testa rasata, ed il testo di Pasolini ad aleggiare in mente; Massimo e Monica nella 6, con la memoria del primo copione tradotto in balinese e gli esercizi del Kundalini nel cuore; Emiliano, il 5, con la tensione addosso di una gomma della Jeep esplosa in strada oggi, un buon riso ai gamberetti in pancia, e l'animo alla sua Olla e a Swanur. Ed io, numero 2 del Gruppo, a ricordarmi con la mia collana sciamanica che qui il 1° e' divino, e che la mia stanza-regia, stracolma di fogli appesi, mappe, biglietti da visita, computer, vocabolari e libri... non sara' mai abbastanza ampia per capire quello che stiamo facendo.

Il Teatro Antropologico resta un enigma, che pratichiamo come ciechi... sta nascendo qui, Luglio 2007, nel terreno di rospi e formiche rosse di Pondok Pugir, e sulle pozze dalle ninfee bianche, il nostro Esoteatro, un filo d'Arianna per orientare sempre meglio la nostra Disciplina e Ricerca.

1 Settimana di Viaggio, mentre il Teatro Ygramul ci richiama a casa e Tutto qui ci invita a restare per sempre!

Dom 8: Piccolo accenno di questa giornata non ancora terminata...

Un magnifico viaggio tra risaie incontaminate, sentieri nella foresta e templi festosi ovunque. Passiamo per Peliatan, Pejeng Kaja, Sebatu... fino ad arrivare a Tampak Siring. Si riconferma l'ospitalita' ed il sorriso continuo dei balinesi. Entriamo in una zona povera, di villaggio, accolti nella famiglia del Maestro Dewa Gede Ngurah Semapabawx. Ci insegneranno ogni giorno, per 3 ore, le danze Legon, il Kebyar con il ventaglio e la musica Gamelan, su strumenti Cen, Chialo', Jeigong.... bambini che sorridono, i maestri onorati dalla nostra presenza, le donne curiose e allegre! Ci si sente realmente accolti, profondamente, con commozione. Mentre tento di digerire un riso con Cili, che mi stura l'intestino e urtica il palato, penso al nostro Teatrino Ygramul, all'accoglienza che tentiamo di donare ogni giorno ai nostri ospiti, al pubblico, agli allievi-amici.... Ygramul ha molto ancora da imparare e qui, in questo 4 viaggio privato di alcuni elementi fondamentali del Gruppo (Fiammetta, Simone, Chiara), si stringono i nodi essenziali, i semi dei precedenti viaggi fioriscono. Bali, come per Barba e Artaud, e' un reale inizio. Dopo 10 anni di azioni, ecco, con l'apertura del nostro Teatro a Roma e questo viaggio, si inaugura una nuova disciplina, l'oggettiva poetica Ygramul... prende finalmente vita un senso preciso della Patafisica e dell'Esoteatro. Ci siamo! Ygramul e' fecondo....

A tra una settimana, per il prossimo resoconto di emozioni/azioni... quando gia' le danze saranno entrate in noi, e le parole balinesi avranno galoppato il palato e il nostro teatro.

Suksama a tutti/e voi che ci leggete.... (grazie mille), Vania.

Dom 7 Luglio, qui ore 15.30, li' da voi ore 9.30.

Ciao

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Che meraviglia! sapori, suoni immagini.....tutto. grazie per permettermi di cogliere dall'Italia un'atmosfera che sembra essere impensabile! Un saluto ed un abbraccio a tutti!.....mi raccomando fatevi conquistare da tutto ciò che incontrate ma tornate........altrimenti una volta a settimana venire fino a Bali sarebbe un po' pesante!!!

alla prossima settimnana

Sergio

nelpaesedellemeraviglie ha detto...

Ti abbraccio fortissimo. Grazie

Lalla

Anonimo ha detto...

messaggio per vania e/o antonio sarebbe bello se, non ricordo il nome, l'amico documentarista che vi segue potesse girare qualche immagine per me...piani fissi di bali,di voi che prendete lezioni e studiate e quando fate spettacoli, poi vi spiego...piani fissi con molta aria sopra le vostre teste per rendere voi non molto grandi nell'immagine e di composizione equilibrata...fatemi sapere grazie un bacio a tutti fabrizio semplice amatore

Ygramul ha detto...

Cari/e mie/i,
che siete LAGGIU' dall'altra parte del Globo!
(Così lontani, così vicini )
Volevo dirvi che sono PROFONDAMENTE IN-VI-DIO-SO di quello che state vivendo e che quando tornerete sarò tra i primi a sbranarvi di ogni conoscenza, di ogni rito, di ogni colore, di ogni odore di cadavere incensato, di ogni riso al chili, di ogni bambino nudo in strada e di ogni motorino dei milioni di sh50 di cui respirerete lo scappamento.
In un certo senso sono un pò con voi, stanotte per es. vi ho sognato, eravate lì su degli scalini bianchi, ma sporchi e parlavate tra voi, non eravate tutti, ho sognato Monica e Max, Paolo, Antonio, Vania e Silvano, e poi un'iguana da una parte che "gracidava" (?), e parlavate e sorridevate, sorridevate tanto, e mi sono svegliato sereno, come non mi capita da un pò di tempo.
Ecco ve lo volevo dire, per me "istrionico" starnone, siete terapeutici, perchè mi portate lontano, lontano dal fardello di me stesso, della mia autoresponsabilità dell'essere ipersocievole, ipersorridente, iperistrionico appunto, mi portate lontano anche nei sogni in una scalinata che sa di tempio o di scuola d'Atene(?) nella foresta Balinese e mi sveglio e mi chiedo chi sono.
Grazie a voi di essere così come siete, semplicemente titanici.
Dateci sotto, che poi ve sbrano!!!!
Stefano Starna

Anonimo ha detto...

un abbraccio a tutti voi...è un piacere leggervi e sapervi presi (o persi?) in un mondo che sembra distante anni luce da qui..."qui" sarebbe Torino, e da qui mando un bacio particolare a Piz e alla mia antipaticissima cognata.
Alla prossima puntata

Marco