mercoledì 18 febbraio 2009

The Tempest - Tought is free

Prove Aperte
del Primo Studio su
'The Tempest'
.... Tought is Free ....

> Arco di studio da Marzo a Maggio 2009

Drammaturgia sperimentale ad intreccio,
tratta dall'opera di William Shakespeare
creata dal Regista Vania Castelfranchi con gli
stimoli di Gloria Imparato e la Ricerca del
Gruppo di attori/ci dell''Officina Tempest'

Alessio Antonacci
Elena Baroglio
Simone Di Pascasio
Isabella Faggiano
Valentina Greco
Gabriele Tacchi
Martina Vecchione

Il lungo lavoro dell''Officina Tempest' giunge finalmente agli occhi del pubblico; si trovano riuniti a giocare questo difficile e metafisico testo una serie molto disomogenea ed eclettica di attori/ci provenienti dai vari Percorsi Laboratoriali del B.E.Y. (Banjar – Scuola/Incontro di Esoteatro di Ygramul) e dalle vecchie file del nostro Gruppo (Simone Di Pascasio e Fiammetta Mandich -la scenografa-costumista- gia' attivi in molte opere di Ygramul LeMilleMolte e nei passati viaggi). Il percorso ha tentato di avvicinare questi giovani artisti (ancora inesperti e affamati di Teatro e di Ricerca) alla creazione (assai pretenziosa e difficile) di un nuovo spettacolo che segua l'Estetica e la Poetica della Ricerca Patafisica/Antropologica di Ygramul e dell'Esoteatro di Vania Castelfranchi. Un lavoro molto alto, ardua crescita per tutti i partecipanti (ancora un poco incerti ed acerbi), volto non solo a creare un nuovo importante spettacolo per la storia del nostro Teatro, ma anche a misurare (in maniera pedagogica e non poco conflittuale) la distanza tra gli studi laboratoriali (molto validi e ricchi del BEY) e la strutturazione di uno Spettacolo di Ricerca-professionale, che possa uscire da Ygramul in piu' repliche, in diversi spazi e nel tempo... incontrando pubblico e critica, spese e compensi, training e crescita! Scavalcare l'energia del Laboratorio (essenziale e radice del nostro Teatro, in quanto ludica e sociale, rigenerante e stimolante) per traghettarla nell'oscuro linguaggio della Patafisica (profonda domanda sul 'Senso della Scena').
L'idea pedagogica, assai patafisica e quindi vertiginosa e intimorente per ogni membro dell'Officina, e' quella di mostrare al pubblico il lavoro in crescita (come tutti i percorsi Ygramul); un lusso che il nostro teatro, proteggendoci ed ospitandoci, garantisce da sempre sia agli Attori/Scenografa/Regista che al pubblico.
Doniamo agli spettatori la rara occasione di osservare una 'Bozza' semidefinitiva del lavoro, il disegno d'ispirazione, il carboncino di una grande opera come 'La Tempesta'... le sue Ossa Esoscheletriche! E successivamente, nell'arco dei mesi di Marzo, Aprile e Maggio (prima delle officiali repliche esterne allo Spazio Ygramul) mostriamo il disegno evolvere, i suoi protagonisti aggiungere colori e muscolatura, limare gli eccessi ed equilibrare la creazione.... questo processo scultoreo ed alchemico, fondamentale per la nostra metodologia teatrale (dimostrazione del non-finito scenico ed esistenziale di una narrazione), utilizzera' proprio le impressioni e le energie suscitate e 'dialoghera'' con il pubblico delle prime repliche per definirsi, assestarsi o a volte stravolgere totalmente il suo assetto!
Stessa sorte intercorsa in passato allo Spettacolo di Ricerca 'Edzi Re' e che avvolgera' e modifichera', a partire da Maggio, anche il Primo Studio su 'Affabulazione' di Pier Paolo Pasolini.
Vi invitiamo a prenotare e a prepararvi alla condivisione di un evento raro... misurarsi con la faticosa ricerca creativa degli Attori/ci... scavare le linee spaziali e materiche di una Scenografia nascente... indagare nel Rebus del disegno di Regia, per attraversare assieme a noi, orgogliosi del lavoro compiuto ma umilmente pronti a migliorarlo, l'intero processo che con 4 Repliche a Marzo, 2 ad Aprile e 2 a Maggio, andra' ad ultimare e definire la struttura finale della nostra Ricerca. ll desiderio profondo e' quello di 'Liberare' il nostro pensiero sulla Tempesta, scardinare i Ruoli tra 'Narrato e Vivo', cambiare Maschera/Volto all'amatorialita' per mostrarne la lucentezza amorevole, il vero e profondo gusto del fare Teatro (che non e' mai la professionalita' a donare ma piu' l'investimento e la volonta' personali).... per far questo, come Prospero immerge i protagonisti nella Magia del suo Potere per denudarli, smascherarli e renderli di nuovo Vivi, anche noi desideriamo ed evochiamo l'elemento piu' magico ed imprevedibile-indomabile del Teatro: Voi, il Pubblico!
Che ogni spettatore ci spogli, scruti, esanimi e torturi... che il vostro ascolto divenga esigente come la 'vendetta' di Prospero e che il Potere del vostro 'ascolto' sia per noi motivo di confusione dei ruoli, poi ricerca ed infine motivo di Vitalita'. Venite... siate il nostro Prospero... con il vostro Voyerismo rispecchiatevi in lui, nel grande e unico Regista/Spettatore dell'Opera, e assaporate l'intero viaggio di attori/ci Naufragati in un luogo isolato, sperduto e spaventoso (il Teatro di Ricerca), per pulirci dei nostri abiti e portare il lavoro all'Alchimia della Performance, sino allo sperato Evento!
Spettatori/Maghi vi aspettiamo.... Prospero vi ospitera' nella sua Grotta/Teatro 40 a sera, 40 specchi del suo animo, 40 torturatori!

Per osservare al meglio il lavoro dell'Officina Tempest (la crescita attoriale, l'evoluzione registica, la fioritura scenografica) vi consigliamo di:
leggere il Programma di Sala (fruibile sul nostro Sito dai primi di Marzo o donato la sera stessa dello spettacolo in Biglietteria) prima di assistere allo Spettacolo
prenotarsi a piu' repliche distanziate da almeno 20 giorni di lavoro di Ricerca.

Chiunque prenoti una 'Seconda visione' (la sera stessa al Teatro Ygramul dopo lo spettacolo o via telefonica sin da ora) paghera' solamente 5 Euro il suo ritorno.

Date inizio alle nostre Tempeste.
Vania Castelfranchi - Regista Patafisico Esoteatrale dell'opera

mercoledì 21 gennaio 2009

SEMINARI

Il Teatro Ygramul è un luogo sui generis nel panorama dei teatri romani e nasce primariamente per preservare e conservare la Ricerca del Gruppo Ygramul LeMilleMolte. Tale ricerca - legata all’arte Patafisica e al Teatro Antopologico (detto anche “Terzo Teatro”) che ha preso vita dai percorsi di Grotoswki, Eugenio Barba, Peter Brook - si intreccia all’Esoteatro, un metodo nascente e in costruzione che il regista Vania Castelfranchi assieme a tutti i singoli componenti del Gruppo Ygramul LeMilleMolte sta formando, e che ha guidato il Gruppo negli ultimi dodici anni fino all’apertura del teatro stesso. Il Teatro Ygramul non soltanto ospita spettacoli e rassegne, ma primariamente vive dei seminari e dei laboratori che quotidianamente accoglie (facenti parte del B.E.Y., il nostro Banjar (scuola comre luogo d'incontro) Esoteatrale di Ygramul), con i percorsi dal lunedì al giovedì e con i seminari intensivi che si svolgeranno, per l’appunto, il venerdì durante intere giornate di lavoro in cui sarà possibile affrontare - per attori professionisti e non, per appassionati di teatro o per esperti - vari argomenti della metodologia teatrale e soprattutto di questo metodo nascente dell’Esoteatro. Presentiamo nei mesi di marzo, aprile e maggio alcuni dei nostri seminari che ospiteremo nel Teatro Ygramul.

TEMATICHE DEI QUATTRO SEMINARI INTENSIVI SULL’ESOTEATRO

I INCONTRO
VENERDI’ 6 MARZO 2009 ORE 10:00 – 20:00
L’INCONTRO CON 'IL TORO' PERSONALE
Studio sui nodi che impediscono il flusso d’energie dell’attore e bloccano la costruzione delle architetture sceniche e della fioritura energetica, drammaturgico-narrativa.
Il percorso attraverserà
- alcuni cicli di esercizi energietici di Castaneda della Tensecrità;
- alcuni etudes Biomeccanici di Mejerchol’d per la costruzione mimica e barocca delle energie corpore;
- un viaggio negli elementi della Mimesica di Orazio Costa per cercare 'il corpo esploso od estroflesso';
- ricerca negli esercizi dell’Esoteatro del “Toro” personale guardiano, predatore psichico e cacciatore d’ossa che impedisce la fioritura di un attore;
- studio della voce strutturata nei giochi di Demetrio Stratos e di Diamanda Galass;
percorso sugli studi dei Tori pittorici di Pablo Picasso.

Gli attori cercheranno di sottolineare i propri nodi che impediscono alla creazione artistica di fiorire e di mostrarsi interamente sottolineando le molte e diverse cicatrici che nel percorso attoriale segnano e immobilizzano le energie fisiche, vocali, psicologiche ed energetiche attraverso lo studio antropologico dei racconti di “Donne che corrono coi lupi” della scrittrice Clarissa Pinkola Estés.

II INCONTRO
VENERDI’ 20 MARZO 2009 ORE 10:00 – 20:00
IL GESTO PITTORICO DEL TEATRO
L’incontro affronterà il tema del gesto pittorico attraverso lo studio del gesto psicologico di Michael Checov e la costruzione del corpo nello spazio secondo gli appunti della danzatrice Isadora Duncan, seguendo il metodo della Mimesica di Orazio Costa e la struttura dei corpi della Commedia dell’Arte italiana.
In questo studio l’Esoteatro si propone di marcare il concetto di scia teatrale o zona attoriale descritta da Antonin Artaud nei suoi testi sul teatro e nel suo scritto “Van Gogh il suicidato dalla società” e contemporaneamente di amplificare l’energia di ogni singolo attore e attrice in modo da potenziare la sua creatività scenica ed espressiva. Si giochera' con la Maschera del Buffon per incontrare l'espressivita' attoriale come rigonfiamento ed esposizione del se'.
Lo studio affronterà anche l’incontro e il baratto fra le arti, profonda radice del Teatro Antropologico attraversando le tavole di Basquiat e lo studio sull’ “Action Painting” di Pollock. Inoltre si affronteranno due sequenze dell’Etudes della biomeccanica di Mejerchol’d per applicarle alla pittura dello spazio scenico, anche definibile come creazione della scenografia verbale e fisica degli attori sperimentata nel teatro contemporaneo dallo Studio Azzurro e la parola pittorico-scultorea di Carmelo Bene.

III e IV Incontro, nei Venerdi' del 8 e 22 Maggio con Tematiche ancora da definire.

Singolo incontro 50 Euro a persona
Per informazioni più dettagliate e per parlare direttamente con il regista Vania Castelfranchi autore del Metodo Esoteatrale chiamare il 3314703950.
info@ygramul.net

ISCRIZIONI
Ogni seminario prevede un minimo di otto e un massimo di quindici partecipanti.
Le iscrizioni saranno aperte dal mese di gennaio , fino a dieci giorni prima della data di ogni Seminario e si effettueranno chiamando il numero 3922683003 (Valentina, Ufficio Ygramul) o il 3314703950 (Vania Castelfranchi) lasciando i propri recapiti e generalità.

per maggiori informazioni visitate il sito www.ygramul.net

giovedì 20 novembre 2008

AFFABULAZIONE - Primo Studio -

Il percorso di 'Affabulazione' si mostra al pubblico

Prende corpo e si mostra al pubblico in un Primo Studio
il nostro complesso lavoro su 'Affabulazione' di Pier Paolo Pasolini,
opera balinese sulla Pedofilia e la violenza all'infanzia in occidente.
Se desiderate partecipare a questo percorso di creazione assistete come
spettatori a questa prima apertura, consigliateci sul nostro procedere,
dateci stimoli e idee verso la chiusura della regia per Giugno 2009!
Prenotatevi tramite sms al 3314703950 per le repliche di Novembre,
Dicembre o Gennaio!

Il percorso di 'Affabulazione' si mostra al pubblico

Prende corpo e si mostra al pubblico in un Primo Studio
il nostro complesso lavoro su 'Affabulazione' di Pier Paolo Pasolini,
opera balinese sulla Pedofilia e la violenza all'infanzia in occidente.
Se desiderate partecipare a questo percorso di creazione assistete come
spettatori a questa prima apertura, consigliateci sul nostro procedere,
dateci stimoli e idee verso la chiusura della regia per Giugno 2009!
Prenotatevi tramite sms al 3314703950 per le repliche di Novembre,
Dicembre o Gennaio!

martedì 18 novembre 2008

Per i Laboratori del BEY su 'L'Inferno' di Dante

Ecco la tavola del Dore' tratta dal Girone dei Golosi sulla quale stiamo cominciando a montare
la sequenza fisica della canzone dei 'Quartetto Urbano'

giovedì 23 ottobre 2008

Doc(11)or Faust e cena sociale per raccolta fondi!




Venerdi' 24 / ore 21

- ore 21.00 Buffet libero a Self Service – ingresso 20 Euro su Prenotazione tramite sms al numero 331-4703950 (tessera, spettacolo, cena - tutto compreso)
- ore 22.00 Spettacolo DOC(11)OR FAUST

(da "Il Dottor Faust" di C. Marlowe) Il lavoro parte dallo studio di Lecoq e dei buffon "quelli che non credono in niente e ridono di tutto".
Creature mostruose e divertenti allo stesso tempo, dove l'intero corpo diventa maschera. E da qui l'idea che ognuna di queste creature tenti, indossando i panni di Faust, di rialzarsi, di abbandonare il proprio stato, non riuscendovi mai.
(Ricerca Patafisica del BEY)

giovedì 18 settembre 2008

A Roberto "La Quercia del Tasso" da Antonio

Quell'antico tronco d'albero che si vede ancor oggi sul Gianicolo a Roma, secco, morto, corroso e ormai quasi informe, tenuto su da un muricciolo dentro il quale è stato murato acciocché non cada o non possa farsene legna da ardere, si chiama la quercia del Tasso perché, avverte una lapide, Torquato Tasso andava a sedervisi sotto, quand'essa era frondosa.

Anche a quei tempi la chiamavano così.

Fin qui niente di nuovo. Lo sanno tutti e lo dicono le guide.

Meno noto è che, poco lungi da essa, c'era, ai tempi del grande e infelice poeta, un'altra quercia fra le cui radici abitava uno di quegli animaletti del genere dei plantigradi, detti tassi.

Un caso.

Ma a cagione di esso si parlava della quercia del Tasso con la "t" maiuscola e della quercia del tasso con la "t" minuscola. In verità c'era anche un tasso nella quercia del Tasso e questo animaletto, per distinguerlo dall'altro, lo chiamavano il tasso della quercia del Tasso.

Alcuni credevano che appartenesse al poeta, perciò lo chiamavano "il tasso del Tasso"; e l'albero era detto "la quercia del tasso del Tasso" da alcuni, e "la quercia del Tasso del tasso" da altri.

Siccome c'era un altro Tasso (Bernardo, padre di Torquato, poeta anch'egli), il quale andava a mettersi sotto un olmo, il popolino diceva: "E' il Tasso dell'olmo o il Tasso della quercia?".

Così poi, quando si sentiva dire "il Tasso della quercia" qualcuno domandava: "Di quale quercia?".

"Della quercia del Tasso."

E dell'animaletto di cui sopra, ch'era stato donato al poeta in omaggio al suo nome, si disse: "il tasso del Tasso della quercia del Tasso".

Poi c'era la guercia del Tasso: una poverina con un occhio storto, che s'era dedicata al poeta e perciò era detta "la guercia del Tasso della quercia", per distinguerla da un'altra guercia che s'era dedicata al Tasso dell'olmo (perché c'era un grande antagonismo fra i due).
Ella andava a sedersi sotto una quercia poco distante da quella del suo principale e perciò detta: "la quercia della guercia del Tasso"; mentre quella del Tasso era detta: "la quercia del Tasso della guercia": qualche volta si vide anche la guercia del Tasso sotto la quercia del Tasso.
Qualcuno più brevemente diceva: "la quercia della guercia" o "la guercia della quercia". Poi, sapete com'è la gente, si parlò anche del Tasso della guercia della quercia; e, quando lui si metteva sotto l'albero di lei, si alluse al Tasso della quercia della guercia.

Ora voi vorrete sapere se anche nella quercia della guercia vivesse uno di quegli animaletti detti tassi.

Viveva.

E lo chiamarono: "il tasso della quercia della guercia del Tasso", mentre l'albero era detto: "la quercia del tasso della guercia del Tasso" e lei: "la guercia del Tasso della quercia del tasso".

Successivamente Torquato cambiò albero: si trasferì (capriccio di poeta) sotto un tasso (albero delle Alpi), che per un certo tempo fu detto: "il tasso del Tasso".

Anche il piccolo quadrupede del genere degli orsi lo seguì fedelmente, e durante il tempo in cui essi stettero sotto il nuovo albero, l'animaletto venne indicato come: "il tasso del tasso del Tasso".

Quanto a Bernardo, non potendo trasferirsi all'ombra d'un tasso perché non ce n'erano a portata di mano, si spostò accanto a un tasso barbasso (nota pianta, detta pure verbasco), che fu chiamato da allora: "il tasso barbasso del Tasso"; e Bernardo fu chiamato: "il Tasso del tasso barbasso", per distinguerlo dal Tasso del tasso.
Quanto al piccolo tasso di Bernardo, questi lo volle con sé, quindi da allora quell'animaletto fu indicato da alcuni come: il tasso del Tasso del tasso barbasso, per distinguerlo dal tasso del Tasso del tasso; da altri come il tasso del tasso barbasso del Tasso, per distinguerlo dal tasso del tasso del Tasso.

Il comune di Roma voleva che i due poeti pagassero qualcosa per la sosta delle bestiole sotto gli alberi, ma fu difficile stabilire il tasso da pagare; cioè il tasso del tasso del tasso del Tasso e il tasso del tasso del tasso barbasso del Tasso.

Achille Campanile

Ecco il Capitano con noi a Granada!

Un Saluto d'arte ad Ancajana!

In questa meta' di Settembre 2008 ci saluta con delicatezza il nostro Capitano Ancajana!
Dopo aver lottato contro la guerra in una danza clownesca (nel nostro primo incredibile laboratorio teatrale al Teatro Verde); dopo le capriole cantate con chitarra in'Onda e' la Parola' (in cui il Capitano ha mostrato le sue grandi capacita', guidando i pirati Saltymbanchi sino alla lontana Granada!); con un sontuoso gesto da Regista e i suoi monologhi shakespeariani dell'anno scorso (mai piu' dimentichero' i tuoi lunghi "Aaahhh"!)....
Con dolcezza vola via Ancajana e tutti gli Ygramul gli fanno un inchino profondo, di stima, di affetto e amicizia. CIAO Ancajana (Roberto!)
Da ora in poi, per ricordare le tue belle energie, il Laboratorio Saltymbanco avra' il tuo nome d'arte: ANCAYANA!
GRAZIE, gigante buono, di ogni attimo sorridente, dietro i tuoi occhiali indossati su un corpo grande e fluido.
Merda, merda, merda per ogni tua prossima impresa!

Vania

martedì 16 settembre 2008

Cena Sociale con omaggio al fumettista Andrea Pazienza



Salve a tutti.
Sabato 27 Settembre, al Teatro Ygramul, si terrà una cena sociale con omaggio al fumettista Andrea Pazienza.

- ore 21.00 - Spettacolo/lettura 'Viaggio intorno al tutte le maledette mosche di Andrea Pazienza'
- ore 22.00 - Cena sociale e raccolta fondi per finanziare il Progetto del Teatro Ygramul

prenotazione obbligatoria al 339/8886897 - ingresso 20 Euro (tessera, spettacolo, cena - tutto compreso)

Invito ai Laboratori del BEY 2008-2009

A meta' Settembre ricominciano gli incontri dei vari Laboratori del B.E.Y. (Banjar di Esoteatro Ygramul) all'interno del nostro Teatro!
Dalle 20.30 alle 23.30
Lunedi' 15 = IV anno del Laboratorio Saltymbanco
Martedi' 16 = VI anno del Laboratorio Ludyka
Mercoledi' 17 = VII anno del Laboratoio Yogurt
Giovedi' 18 = IV anno del Laboratorio Caryllon

Venite ad osservare i primi incontri, curiosate sul nistro metodo di lavoro e su questi meravigliosi Gruppi che hannoportato avanti un'interessante ricerca per cosi' tanti anni consecutivi.
Vi aspettiamo!
Per info e prenotaioni cell. 3314703950 (solo tramite sms)

giovedì 4 settembre 2008

Massimo Cusato in Trip Generation

Massimo Cusato ha partecipato al concorso You Blue Contest con lo spot Trip Generation di Simone Di Maria.

Vai sul sito:
www.youbluecontest.it
registrati gratis, clicca su “vedi e vota” e dai la tua preferenza per questo spot.

Circo Bordeaux

Il Circo Bordeaux cerca attrici e attori.
Per invio materiali e appuntamenti:

domenica 24 agosto 2008

Documentario sul Capo Indigeno Marcos Veron!

Il popolo che per secoli ha resistito alla colonizzazione ora è a rischio di sopravvivenza
Canneti al posto della loro foresta
Dal Mato Grosso alle bidonville
in un film il dramma dei Guarani
Confinati nelle riserve, rioccupano le loro aree, ma vengono picchiati, spesso uccisi
Lo racconta Marco Bechis nel suo "La terra degli uomini rossi", in concorso a Venezia

di LUIGI BIGNAMI

ROMA - Era stato pensato come un documentario-inchiesta sulla triste realtà di un popolo indigeno brasiliano che sta per scomparire insieme alla foresta che l'ha protetto per millenni. Poi l'importanza dei contenuti e la qualità delle immagini lo ho trasformato in un film che concorrerà alla prossima Mostra del Cinema di Venezia.

"La Terra degli Uomini Rossi", per la regia di Marco Bechis, è la storia di un leader del popolo Guarani-Kaiowà che viene assassinato per aver guidato la sua comunità a rioccupare le terre ancestrali. Una storia che ricalca pari pari la vicenda di Marcos Veron, venuto in Italia nel 2000 per denunciare queste violenze e poi assassinato in Brasile.

Ma a fianco di tale tragico evento ce ne sono decine di altri del tutto simili. Multinazionali e grandi industrie stanno facendo il possibile per eliminare i popoli che, pur essendo da sempre proprietari delle foreste amazzoniche, vivono nel cuore delle selve brasiliane, perché si vogliono trasformare queste ultime in immense piantagioni agricole. "Da decenni, il Brasile è uno dei più grandi produttori di biocombustibili al mondo, e la maggior parte delle sue automobili funzionano a etanolo. Oggi, il paese ambisce a diventarne il più grande esportatore con 26 miliardi di litri all'anno entro il 2010. La maggior parte della canna da zucchero, da cui si ricava l'etanolo, viene coltivata in quelle che un tempo erano le foreste dei Guarani. Nel solo stato del Mato Grosso esistono già 11 piantagioni ma altre 30 sono in costruzione e una ventina in fase di progettazione", spiega Francesca Casella, responsabile di Survival International Italia.

Quando gli Europei arrivarono in Sud America, i Guarani furono uno dei primi popoli ad esser contattati. All'epoca contavano oltre un milione e mezzo di persone, distribuiti tra Paraguay, Brasile, Bolivia e Argentina. Oggi ne sopravvivono poche decine di migliaia. I Guarani brasiliani sono suddivisi in tre gruppi, di cui quello dei Kaiowà è il più numeroso (sono circa 30.000). Vivono nello stato del Mato Grosso do Sul, nella zona centro-occidentale del Brasile, ai confini con il Paraguay.

"I Guarani-Kaiowà sono i discendenti di quegli indigeni che, alla fine del '600, rifiutarono di entrare nelle missioni dei Gesuiti. Nonostante secoli di contatto con gli stranieri, hanno mantenuto la loro peculiare identità. Sono un popolo profondamente spirituale. Molte comunità hanno una casa di preghiera comune e un capo religioso, il pajé, la cui autorità dipende solo dal suo prestigio e dalla sua autorevolezza. Sebbene siano suddivisi in gruppi, i Guarani condividono una religione che attribuisce un'importanza suprema alla terra, origine e fonte della vita, e dono del "grande padre" Ñande Ru. Vivono le invasioni delle loro terre non solo come un furto ma anche come un grave attentato al loro stile di vita e alla loro cultura", continua Casella.

I Guarani del Brasile stanno soffrendo terribilmente per la perdita quasi totale delle loro terre, disboscate e usurpate da allevatori e coltivatori di tè a partire dalla fine dell'800. "Mato Grosso" significa "foresta fitta", ma degli alberi non c'è più traccia. Negli ultimi quindici anni, anche le poche terre che i Kaiowà cercavano disperatamente di conservare sono state dimezzate e, oggi, misurano meno di 25.000 ettari. Le loro comunità vivono ammassate in anguste riserve istituite dal governo ai margini delle città: piccoli appezzamenti di terreno simili a bidonville, completamente circondati da ranch e piantagioni. Questi minuscoli fazzoletti di terra non sono sufficienti a sostentarli attraverso la caccia, la pesca e l'agricoltura tradizionali. I bambini soffrono quindi gravi forme di malnutrizione.

"La situazione in cui versano oggi i Kaiowà è spaventosa", sottolinea Casella. "Le loro terre sono state distrutte, i loro leader vengono assassinati e i loro bambini muoiono di fame. Tuttavia, le comunità non desiderano denaro e ricchezza e non ambiscono a ricevere razioni di cibo dal governo. Tutto quello che chiedono è solo terra a sufficienza per sopravvivere e riprendere il controllo delle loro vite e del loro futuro. Senza la loro terra, i Guarani non avranno speranza". Negli ultimi vent'anni, oltre 517 Guarani-Kaiowà si sono suicidati; molti erano ragazzi. La più giovane, Luciane Ortiz, aveva solo 9 anni.

Stanche di aspettare l'intervento delle autorità, da alcuni anni le comunità hanno cominciato a rioccupare le loro terre, un'azione che chiamano retomada, sfidando le violente reazioni dei fazendeiro e dei loro sicari, assoldati per intimidire, picchiare, uccidere. Spesso, i leader delle comunità che rioccupano i loro territori vengono uccisi brutalmente sotto gli occhi dei famigliari. Il dramma dei Guarani brasiliani è solo uno dei tanti vissuti, in vari angoli del mondo, dalle popolazioni indigene che hanno la sfortuna di esser nati in aree che qualcuno vuole convertire in piantagioni di canna da zucchero o palma da olio, disegnando quadri di morte e distruzione del tutto simili.

Tornando al film, vien da chiedersi come sono stati scelti gli attori per interpretare quelle storie così forti e drammatiche. Risponde Bechis: "La risposta alla domanda arrivò fulminea durante un'animata riunione del villaggio: gli indigeni possedevano un'arte retorica sofisticata, sapevano parlare in modo convincente e controllavano le parole e il corpo in modo sorprendente. Da quel momento ho capito che il film sarebbe divenuto realtà solo se fossi riuscito a fare di loro i protagonisti". E così dopo tre mesi di seminari teatrali sono nati i 230 attori indigeni protagonisti del film, che hanno lasciato sullo sfondo i professionisti, come Claudio Santamaria e Chiara Caselli. Bechis li ha scelti nelle comunità vicine ai luoghi di ripresa per non essere separati dalle famiglie e non ha imposto esercizi e tecniche recitative classiche, che ne avrebbero compromesso la spontaneità.

(22 agosto 2008)

sabato 16 agosto 2008

Neonato CONSORZIO UBUSETTETE seleziona distributore/promotore

Consorzio Ubusettete
amnesiA vivacE/Daniele Timpano - Circo Bordeaux - OlivieriRavelli teatro - Kataklisma - Teatro Forsennato



Il Consorzio Ubusettete seleziona una figura professionale per la distribuzione e la promozione. E' prevista una serie di colloqui nei giorni dall'8 al 12 settembre 2008.
Si prega di inviare la candidatura all'indirizzo email : consorzio.ubusettete@gmail.com entro il 7 settembre 2008.

Il Consorzio Ubusettete nasce nel 2008 dall'incontro delle compagnie fondatrici della rivista e della rassegna omonime - amnesiaA vivacE, Circo Bordeaux, OlivieriRavelli teatro - con altre compagnie che negli ultimi anni collaborano alla realizzazione della rassegna "Ubu Settete! - fiera di alterità teatrali" - Kataklisma, Teatro Forsennato.

www.teatroforsennato.com

www.myspace.com/teatroforsennato

www.myspace.com/darioaggioli

lunedì 14 luglio 2008

B.E.Y. APERTE LE ISCRIZIONI AI NOSTRI LABORATORI

Il B.E.Y. si perfeziona e apre il suo Secondo Anno.

Nel Terzo anno di Attività del Teatro Ygramul si riattivano i ricchi percorsi Laboratoriali patafisici che il Gruppo ha inaugurato oramai da anni, prima che il Teatro aprisse, e da 2 anni nella sua struttura in crescita! Laboratori aperti a tutti, attori/ci di ogni esperienza ed età, amanti e professionisti pronti a studiare e migliorarsi con ogni tipo di corpo, energia, stile e
abilità.
Le strade intraprese si intensificheranno e miglioreranno nell'aspetto Pedagogico e Metodologico attraverso lo sviluppo del B.E.Y., timidamente inaugurato lo scorso anno 2007-2008: il Banjar di Esoteatro Ygramul. Il Banjar è una struttura politica/sociale della cultura balinese che comprende il tempo ed il luogo ove una comunità possa riunirsi e discutere in maniera democratica e profonda, la miglior crescita per il Gruppo/Comunità, una sorta di Assemblea pubblica.
L'idea del Banjar tenta di spostare i livelli di potere su un piano orizzontale e di mettere in comunanza allievi ed insegnanti nell'intento reale di crescere entrambi, con ruoli diversi e modalità aperte di investimento personale. Ove tutti siano più attivi e protagonisti e la delega si sintetizzi nei ruoli e nelle specificità artistiche. Così i Laboratori Ygramul, da sempre mirati ad ampie logiche di Gruppo, terranno la struttura degli Sciami (da 10 a 20 iscritti), ma cercheremo assieme un investimento artistico più personalizzato ed individuale, in modo che ciascun attore/ice formi il proprio Esoscheletro e mostri le sue Ossa, i suoi obiettivi ed interessi.
L'Esoteatro è un complesso metodo di nuovi giochi teatrali, inventati da Vania e dal Gruppo di Ricerca Ygramul, che si sta delineando e si continuerà a formare con l'ausilio del Banjar durante tutto questo anno di Attività del Teatro Ygramul, per venire pubblicato con il Terzo Anno di attività.

Nel B.E.Y. del 2008-2009 vivranno:

Laboratorio teatrale SALTYMBANCO ogni Lunedì sera (20.30 - 23.30);
[laboratorio teatrale per adulti]
http://saltymbanco.blogspot.com
Percorso aperto ad ogni età e ad ogni livello di preparazione attoriale, volto allo studio del Teatro Picaresco e del Teatro di Parola del 1600- 1700.

Laboratorio teatrale C.I.M. CIÒNONOSTANTE IO MIDIVERTO
ogni Martedì pomeriggio (14.30 – 16.30); [laboratorio teatrale per adulti]
Percorso volto all'integrazione di età e abilità differenti, comprendente vari utenti del Centro di Salute Mentale di via Monza.

Laboratorio teatrale LUDYKA ogni Martedì sera (20.30 - 23.30);
[laboratorio teatrale per adulti]
http://ludykaygramul.blogspot.com
Percorso sul Teatro Giullaresco, l'arte scenica da strada e le origini della Commedia dell'Arte.

Laboratorio teatrale FLYCK ogni Mercoledì pomeriggio (17:30 - 19:30);
[laboratorio teatrale per bambini]
Percorso favolistico rivolto ai bambini delle scuole elementari-medie come occasione per provare a mettersi in gioco, ma soprattutto per divertirsi giocando al teatro.

Laboratorio teatrale YOGURT ogni Mercoledì sera (20.30 - 23.30);
[laboratorio teatrale per adulti]
http://yogurtygramul.blogspot.com
Percorso incentrato sullo Studio dell'Architettura dell'Arte Scenica corale, come nel Teatro Barocco o Surrealista e Dadaista, sino alle Performance contemporanee del Living Theatre.

Laboratorio teatrale CARYLLON ogni Giovedì sera (20.30 - 23.30);
[laboratorio teatrale per adulti]
http://caryllonygramul.blogspot.com
Percorso laboratoriale aperto ad ogni età e ad ogni preparazione attoriale, volto allo studio della figura del clown attraverso l'acrobatica di base e il Teatro Surreale, Assurdo e Didattico.

Laboratorio teatrale HAPPENYNG, ogni Venerdi sera (20:30 - 23:30)
[laboratorio teatrale per adulti]
http://happenyng.noblogs.org
Zona libera dell'espressione dell'attore/individuo attraverso il testo (di rivolta) e la scena, il tutto per sviluppare lo spirito di gruppo attraverso l'individualismo e nel creare legami invisibili tra partecipanti.

Ogni Laboratorio darà la possibilità ai suoi partecipanti di incontrarsi con i conduttori/ci dei percorsi 30 minuti prima (dalle 20.00) per elaborare le strade personali e le scelte dei singoli all'interno del Gruppo.

Inoltre gli iscritti ai Laboratori potranno partecipare:
• ad alcuni percorsi con l'infanzia nel Teatro scolastico seguito da Ygramul;
• al Laboratorio integrato con il Centro di Salute Mentale di San Giovanni;
• agli incontri intra-laboratoriali ove i singoli percorsi si scambieranno le esperienze;
• alle Rassegne del Teatro per costruire un training-poetico e stlilistico;
• ai Seminari Mensili...
Ciascun partecipante potrà iscriversi (con delle facilitazioni economiche ed una priorità) ai Seminari che ogni mese dell'anno prenderanno vita all'interno del B.E.Y.
I Laboratori del B.E.Y. cominceranno in Teatro nell'ultima settimana del Settembre 2008 e seguiteranno a raccogliere iscrizioni per tutto il mese di Ottobre, per stabilire il numero preciso dei vari Sciami entro la prima settimana di Novembre.

Per informazioni: 331 4703950 info@ygramul.net

mercoledì 2 luglio 2008

Evviva l'estate!

“Roma - C´è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L´ora dell´aperitivo. Le vie attorno a piazza Trilussa gremite di persone.. Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Un ragazzo ha appena regalato un paio di orecchini alla sua fidanzata. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa.
Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l´impressione di dover essere riempita. È la prima operazione contro i venditori ambulanti dopo l´entrata in vigore del decreto sicurezza, che amplia i poteri per i sindaci in materia di ordine pubblico. Mi fermo ad osservare, come molti altri. Non è curiosità, la mia. È un istinto di controllo. I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. Via la merce, raccolta sommariamente nei lenzuoli su cui era disposta. Un agente tiene un indiano stretto per il braccio, mentre dal suo viso trapela tutto, la paura, la rassegnazione, fuorché l´istinto di scappare. È ammutolito. Un donnone africano, del Togo, è invece molto più loquace. Se la prende quando l´agente raccoglie violentemente i lembi del telo a cui erano appoggiati gli orecchini e le collane che vendeva. «fammi mettere nella borsa, almeno!» dice all´agente. «Non scappo, non ti preoccupare, ecco il mio permesso di soggiorno». «Ma perché tutto questo? - dice - non stavo facendo nulla di male». All´agente scappa un sorriso, forse un po´ amaro: «è il mio lavoro». Poi la donna incalza: «conosco la nuova legge. Ora mi fate 5.000 euro di multa. Ma perché non ci date un modo di fare questo lavoro regolarmente?» Nessuna risposta dall´agente, che se ne va e lascia il posto ad un collega, molto meno accomodante. «E muoviti, su!», dice senza accennare ad aiutarla a trasportare le sue cose. Lei, con lo stesso sorriso sul volto, chiude la valigia arancione e con le mani occupate dice «dove andiamo, di qua?», mascherando con l´orgoglio la paura che in fondo in fondo le sta crescendo. Mantiene l´ironia però, quando mi avvicino e le chiedo da dove viene. «Da Napoli, bella Napoli, vero?», e intanto, mentre mi svela le sue vere origini africane, si toglie gli orecchini: «questa bigiotteria non mi serve più, stasera». Due metri più distante due ragazzini italiani, con il loro banchetto in tutto e per tutto uguale agli altri. Devono sbaraccare anche loro, ma gli agenti usano maniere molto più educate. Non li tengono per le braccia, non gli ammassano la merce. La ragazza raduna le poche cose che avevano in vendita. Lui è allibito, terrorizzato, e inizia a parlare nervosamente: «ve lo giuro, è la prima volta che vengo, lasciatemi andare». «Se prendiamo loro dobbiamo prendere anche voi», risponde un agente. Ma alla fine non sarà così. Il ragazzo si dispera, «sono di Roma, non posso credere che mi trattiate allo stesso modo che a quelli lì». Evidentemente è un discorso convincente. Si avvicina un signore in borghese che è lì a dirigere l´intera operazione. «Dottò, Capitano, Maresciallo, giuro che non lo farò mai più...». Si sbraccia, sembra un bambino appena messo in punizione dalla mamma. L´uomo in borghese si mostra irremovibile, ma si capisce subito che vuole solo dargli una lezione, e appena gli altri fermati - 7 persone, tutte straniere - non sono più a vista, lo lascia andare. A operazione conclusa vado dal signore in borghese, mi presento, «sono un giornalista e ho assistito alla scena. Perché avete fermato solo gli stranieri?», chiedo. La risposta è eloquente. «Portatelo via, identificatelo, e controllate - aggiunge guardandomi negli occhi - perché ha l´alito che puzza di birra». Già, la birra che stavo bevendo prima, e che mi è andata di traverso con tutto quello che succedeva. Per fortuna non è ancora reato, comunque. Mi portano in due verso il ducato dove sono radunati gli stranieri, tenendomi strette le mani sulle braccia. Non mi era mai successo, prima, ed è una sensazione davvero sgradevole. «Questo per adesso è nell´elenco dei fermati» dice l´uomo alla mia destra, anche lui in borghese, ad un collega. Spalle alla camionetta, mani fuori dalle tasche, cellulare sequestrato. «Perché avete fermato solo gli stranieri?». L´uomo con la polo rosa, quello che mi stringeva da destra, mi risponde, anche se - dice - non sarebbe tenuto: «perché questi sono tutti irregolari». Balle, ho visto con i miei occhi la donna togolese dare il proprio permesso di soggiorno al poliziotto, prima. Ma non mi aspettavo certo una risposta veritiera. «Certo che non avevi proprio nient´altro di meglio da fare», dice con sprezzo uno degli agenti. «Ho fatto una domanda, voglio una risposta». L´uomo in rosa, che ha la mia carta d´identità e sta scandendo il mio nome per radio si gira verso di me, «hai finito di parlare?» grida. A quanto
pare anche rispondere alle domande costituisce un grave errore, e infatti un terzo poliziotto, defilato fino a poco prima si indirizza a me dicendo «guarda che a fare così peggiori solo la tua situazione». Chiedo di sapere i loro nomi e gradi, come avevo fatto già con l´uomo in borghese al principio, convinto che per legge sia un loro dovere identificarsi. Un altro poliziotto - ma quanti ne ho attorno, quattro, cinque? - mi da la sua versione della legge. «Vedi qual è la differenza, è che io posso chiederti come ti chiami e tu non puoi chiedermi niente, chi comanda sono io». Un suo collega aggiunge: «certo, se lo vuoi mettere per iscritto è diverso, ma non te lo consiglio, la cosa si farebbe piuttosto scomoda». La minaccia mancava, in effetti. Interrompe la discussione l´uomo in rosa. «Luca!», e con la mano mi fa cenno di andare da lui. «Vuoi andare?» «Voglio una risposta alla mia domanda», insisto. «Non hai capito - si spiega - hai voglia di chiuderla qui questa storia o no?». «Non sono stupido, so quello che mi sta dicendo, ma io voglio la mia risposta». Mi accompagna lontano dal furgone, in piazza Trilussa. Davanti a me l´uomo che comanda l´operazione, quello dell´alito puzzolente. Mi chiedo se  tornare da lui, ma mi rendo conto che nel gioco del muro contro muro il suo è molto più duro. Aspetto ancora in piazza, osservo l´operazione concludersi, fino all´istante i cui gli immigrati vengono caricati sul furgone che si mischia al traffico del lungotevere. Non c´è altro da fare, questa sera, se non raccontare in giro quello che ho visto. Questa triste deriva, quest´inverno italiano che avanza. Oggi inizia l´estate. Evviva.”
Liberazione, 21 giugno 2008
Luca Trinchieri
luca.trinchieri@ yahoo.it


martedì 1 luglio 2008

La Strega di San Giovanni

http://www.passeggiatadelgelsomino.org/sangiovanni.htm

domenica 15 giugno 2008

i Laboratori Patafisici 2008i vanno in Scena!

Anche quest'anno, al termine del solito accidentato
Percorso Patafisico di ricerca e di apprendimento,
i Laboratori del BEY (il Banjar di Esoteatro di Ygramul)
vanno in scena per poche serate ospiti della nostra Rassegna di Giugno. Vi invitiamo ad osservare, come spettatori
attenti, i viaggi condotti dagli apprendisti attori/ci dietro le differenti drammaturgie del 'FAUST' (Sabato 21 e Domenica 22) di 'NEL BEL MEZZO DI UN GELIDO INVERNO' (Domenica 22 e Lunedi' 23, de 'GLI UCCELLI' (Martedi' 24 e Mercoledi' 25) e di 'RUMORI FUORI SCENA' (Martedi' 24)... per osservare le diverse estetiche, i molti linguaggi, le varie tecniche miscellate anche quest'anno nei laboratori del nostro teatro, condotti da Massimo, Monica, Antonio e Vania.
Incuriositevi... venite ad osservare la pedagogia patafisica dei nostri percorsi, perche' queste strane serate potranno far nascere anche in voi la voglia di partecipare in una stagione futura. Laboratori del BEY, al prossimo, sempre migliore, sviluppo!
Merdre...
MERDre...
MERDRE!!